Il progetto educativo

Dal nostro punto di vista è chiara l’importanza di affrontare e definire le strategie di promozione dell’attenzione dei bambini in maniera organica nel Progetto Educativo, dato che queste sono sinergie tra diverse azioni che si dipanano in tempi, situazioni e momenti educativi diversi.
Inoltre, date le peculiarità dello sviluppo dei bambini di 13 mesi fino ai 6 anni, anche per facilitare l’affermarsi delle competenze relative all’attenzione è opportuno operare sul contesto educativo generale che si proporrà ai bambini.

La promozione dello sviluppo dell’attenzione passa non solo attraverso azioni mirate  ma anche attraverso il contesto educativo che le educatrici progettano, allestiscono e usano durante le loro interazioni e relazioni con i bambini. Anche per lo sviluppo dell’attenzione, infatti, ambiente, tempi e relazioni si integrano e operano in sinergia con le azioni educative, come solitamente accade in asilo nido.

Perché un bambino possa applicare e sviluppare ulteriormente le proprie competenze attentive, dovrebbe:

  1. Esser tranquillo fisicamente: a posto con cambio, esigenze fisiologiche, ecc.

  2. Esser tranquillo socioemotivamente: situazioni non di conflitto, evitare stress, ecc.

  3. Esser tranquillo emotivamente: educatrice come base sicura

  4. Avere stimoli coerenti con lo sviluppo del bambino per numero e complessità

Ecco quindi che assicurare al bambino una continua - o pressoché continua - situazione caratterizzata da questi quattro punti gli permetterà di esercitare al meglio le proprie competenze collegate all’attenzione e non solo.

Data la trasversalità e le caratteristiche generali, di contesto, questi aspetti dovrebbero essere più propriamente considerati a livello di progetto educativo e di programmazione di sezione. Pertanto, non li approfondiremo oltre in questo articolo, concentrandoci invece sui seguenti esempi specifici per l'attenzione.

È possibile promuovere obiettivi educativi specifici per l’attenzione partendo dai seguenti criteri di lavoro:

  1. Prevedere e fornire abbondanza di stimoli coerenti con quanto il bambino abbisogna in quel momento dello sviluppo dell’attenzione, eventualmente modificando attività e situazioni educative con proposte di oggetti specifici

  2. Considerare le fasi iniziali di ciascun tipo di attenzione come Zone Prossimali di Sviluppo dell’attenzione

  3. Prevedere percorsi educativi che possano essere resi più complessi – e quindi più stimolanti per l’attenzione - in maniera veloce, anche durante le situazioni educative, ai fini di individualizzazioni educative mirate.

Il nostro Progetto Educativo prevede un momento di inserimento:

s’intende il periodo nel quale il bambino, accompagnato da mamma, papà o nonni, entra per la prima volta al baby parking. L’esigenza di gradualità nell’ambientamento è nata dall’osservazione e dalla comprensione delle esigenze dei bambini. L’inserimento è graduale rispettando i sentimenti, i tempi ed i ritmi del bambino.

E’ importante che il genitore incontri e conosca già prima il servizio in quanto durante l’inserimento è lui il tramite fra l’ambiente familiare e il Baby Parking; la funzione del genitore è quella di trasmettere conoscenza e sicurezza al bambino rispetto al nuovo, di rassicurarlo con la sua presenza , il suo sguardo, il suo sorriso. La permanenza del bambino aumenterà gradualmente sperimentando l’uscita del genitore.

L’educatrice farà conoscere gradualmente gli spazi, i materiali, i bambini, favorendo l’instaurarsi di un rapporto di fiducia.

Si ritiene opportuno, per questo momento di passaggio, la disponibilità di un genitore o di una persona conosciuta dal bambino per circa due settimane.

Le modalità all’ambientamento vengono concordate di volta in volta fra educatrici e genitori.

Il passaggio quotidiano da casa al Baby parking è un momento importante che si cerca di rendere il più sereno possibile. I tempi, gli spazi, i giochi, le ripetizioni sono stati pensati proprio a questo scopo.

Al termine dell’inserimento potranno presentarsi ancora momenti di criticità dovuti al normale periodo di crescita. In qualsiasi momento vi sarà comunque una educatrice al vostro fianco per tutte le eventuali rassicurazioni.

Eva Tarantino

Eva è nata nel 1984 ed è mamma di Gabriele (12 anni) ed Alessandro (8 anni). Ha studiato presso il Liceo psico-pedagogico perchè l'unico lavoro che voleva fare era la maestra/educatrice.

Ha avuto esperienze lavorative presso asili e baby parking che l'hanno ancora più convinta che questa fosse la sua strada. Appassionata educatrice dell'infanzia.

Alessandra Zordan

Alessandra è nata nel 1975, ha avuto precedenti esperienze come educatrice di comunità madri/bambino, minori, disabilità; ama gli studi umanistici e l'ambiente relazionale in genere.

Tra le sue passioni la fotografia, il mondo del sociale con le sue molte sfaccettature: l'aggregazione giovanile e suoi progetti e poi un grande amore per i bambini.

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